Gianluigi Buffo...'s profileAspettando i Mondiali 20...PhotosBlogLists Tools Help

Blog


    June 28

    Gianluigi Buffon - 28 Giugno 2006

    Parlare di calcio, di partite, di emozioni legate al Mondiale in questo momento mi riesce difficile, quasi impossibile. Il mio pensiero corre al compagno di tante battaglie e amico Luca Pessotto, oltre che alla sua famiglia, alla moglie Reana e alle sue bimbe. Zambrotta e Del Piero sono stati a trovarlo in ospedale e hanno portato notizie confortanti qui in ritiro, dove tutti aspettavamo con ansia. Luca ce la farà a vincere l'incontro più difficile della sua carriera e della sua vita. E' un lottatore e un momento di debolezza non può cancellare la tempra di un uomo così forte, solido nei principi.
     
    Pessotto ha fatto parte a più riprese della nazionale e la prossima gara con l'Ucraina la giocheremo anche per lui. Non sarà facile superare questo choc, l'impatto di questa notizia che ci ha colto tutti di sorpresa, ma avremo un motivo in più per ottenere un grande risultato e dedicarlo a lui. Tutti i giocatori dell'Italia sono rimasti molto colpiti, non solo noi compagni della Juventus. Chi da collega, chi da avversario ha avuto modo di conoscere bene Luca e la sua umanità. Tutti gli vogliono bene e tutti gli sono vicino. Forse anche il nostro piccolo contributo da lontano potrà aiutarlo a risollevarsi.
     
    Credo che in momenti così sia importante avvertire intorno a sé l'affetto di tante persone. Pessotto sa di poter contare su di noi, adesso e soprattutto dopo quando la vita tornerà a sorridergli. Non voglio aggiungere altre parole, sarebbero troppe. Lui non è uno che parla molto, ma quando parla vale la pena ascoltarlo. E allora, forza Luca, siamo tutti con te.
    June 27

    Gianluigi Buffon - 27 Giugno 2006

    Lo ammetto: non ho avuto il coraggio di guardare il calcio di rigore e mi sono girato dall’altra parte. Solo quando ho sentito il boato dei nostri tifosi ho capito che avevamo segnato. Non che non avessi fiducia in Francesco Totti, anzi, dentro di me sentivo che non avrebbe sbagliato dal dischetto. Però considerato tutto quello che era accaduto sino a quel momento temevo che fosse una partita stregata.
    Già nel primo tempo avevo visto i fantasmi: avevamo dominato e avevo dovuto intervenire solo in una occasione. Eppure l’Australia resisteva, il pallone non voleva saperne di entrare. Poi, all’inizio del secondo tempo, l’espulsione di Materazzi mi aveva fatto crollare il mondo addosso. Marco era stato impeccabile e non credo meritasse quel provvedimento, il suo intervento non era stato cattivo o violento.
     
    Per tutta la ripresa abbiamo sofferto l’inferiorità numerica, anche se per la verità i compagni della difesa sono stati straordinari perché le mie parate non sono state molte. Una, tuttavia, la reputo importante, quando sono uscito sui piedi di un avversario che stava ricevendo il pallone dalla fascia destra. Questione di un attimo e poteva anticiparmi, invece sono stato fortunato e bravo.
    Comunque, abbiamo avuto la dimostrazione che questa Italia nella sofferenza si esalta e tira fuori il meglio di se stesso. Sinceramente credo che avremmo meritato di passare il turno più agevolmente poiché a uomini pari avevamo creato molte più occasioni dell’Australia ma evidentemente è nel nostro destino e nel nostro dna dovere lottare sino all’ultimo con le unghie e con i denti.
    Sono felice per la qualificazione ai quarti di finale, uscire dal Mondiale così sarebbe stata una beffa e ai supplementari avremmo rischiato con l’uomo in meno. Invece abbiamo creduto sino all’ultimo nella vittoria, in particolare Grosso e siamo stati premiati dalla nostra caparbietà. Chiunque voglia vincere il titolo di Germania 2006 dovrà ancora fare i conti con l’Italia.
    June 26

    Gianluigi Buffon - 26 Giugno 2006

    Stavolta sono sicuro: con l’Australia non sbaglieremo l’approccio alla partita come è capitato con gli Stati Uniti. E’ una sfida troppo importante, da dentro o fuori e non possiamo fallirla. Sinceramente considero i “canguri” un avversario preferibile ad altri, per esempio al Brasile che abbiamo evitato. E poi, vi assicuro, ciò che sta succedendo in Italia in merito alle inchieste non ci disturba, perché chi è qui in Germania sa che ha a dispozione la chance straordinaria di vincere un Mondiale e vuole giocarsela al meglio.
     
    Attenzione, non intendo dire che sarà una passeggiata e vinceremo facile, anzi. Loro hanno grandi qualità agonistiche, sono una formazione molto fisica e adesso hanno acquisito fiducia nei loro mezzi. Sul piano psicologico hanno poco da perdere, quindi potranno esprimersi la massimo. Però credo molto nell’Italia e nei suoi giocatori.
     
    Ho sentito e letto che giochiamo male. Può darsi che non siamo il massimo della spettacolo, ma siamo fatti così, ci esaltiamo nel clima della battaglia e ai tifosi interessa vedere una squadra che lotta, soffre e si sacrifica per ottenere un risultato. In fondo al Mondiale è difficile divertirsi perché la posta in palio è davvero molto alta e bisogna badare al sodo.
    A proposito dell’Australia. Sapete che come Paese mi affascina tantissimo? E’ un posto dove mi piacerebbe andare a vivere, con una grande spirito di libertà, proprio come mi sento io. Sarà magari per gli spazi immensi rispetto alla popolazione, ma mi trasmette questa sensazione.
     
    Purtroppo l’Australia mi fa venire in mente anche la… Corea. Già, “colpa” di Hiddink che quattro anni fa ci eliminò dal Mondiale quando era alla guida della formazione asiatica. E’ uno dei tecnici migliori in circolazione, però non potrà mica sempre andargli bene contro di noi, no? I tabù sono fatti per essere sfatati e noi ci riusciremo.
    June 23

    Gianluigi Buffon - 23 Giugno 2006

    E’ stata una bella giornata, per me e per la nazionale. Devo dire che non ho compiuto parate particolarmente difficili, ma ne ho fatte tante. Il mio amico e compagno nella Juventus Nedved, infatti, a un certo punto si e’ stufato: lui e’ abituato a trovare spesso la porta, stavolta invece ha trovato il… portiere, o meglio un portiere in stato di grazia.

     

    Se mai ce ne fosse stato bisogno, abbiamo avuto la conferma che l’Italia si esalta soprattutto nelle difficolta’. La nostra forza e’ compattarci nelle partite più impegnative e quella con la Repubblica Ceca lo e’ stata.

     

    Voglio rivolgere i complimenti anche al mio collega Cech: non ha colpe sulle reti subite da Materazzi e Inzaghi e sul potente tiro da fuori di Totti ha dimostrato di essere un grande portiere.

     

    Adesso? Intanto, godiamoci la vittoria nel girone e questo successo. Poi cominciamo a pensare agli ottavi di finale. Credo che da ora in poi qualunque avversario sia importante, non ho preferenze, sarebbe anzi un errore credere che uno possa essere più abbordabile di un altro. Ciò che conta è lo spirito di questa nazionale e la sua solidità. Sinora l’unico gol incassato lo ha segnato… Zaccardo, con quella sfortunata deviazione con gli Stati Uniti. E quando non ci arrivano i compagni della difesa, ho dimostrato che posso arrivarci io.
    June 21

    Gianluigi Buffon - 21 Giugno 2006

    C’è chi sostiene che dobbiamo vincere il girone per evitare il Brasile negli ottavi di finale. Io preferisco pensare a una partita alla volta e pur avendo grande fiducia per la sfida con la Repubblica Ceka la mia attenzione è tutta rivolta soltanto a questo appuntamento. Credo che un campionato del mondo vada vissuto passo dopo passo, una prestazione alla volta, senza calcoli. Tutti si aspettavano che facessimo sfracelli dopo la vittoria sul Ghana, invece abbiamo incontrato qualche difficoltà con gli Usa, com’era normale, e sono arrivate le prime critiche.
     
    Comunque questi giorni li abbiamo trascorsi bene, le pressioni ci sono state e ci saranno sempre, ma siamo abbastanza abituati a sopportarle. L’Italia si esalta soprattutto nei momenti difficili e certi episodi hanno contribuito a renderci ancora più uniti.
     
    Personalmente non sono troppo scaramantico, anche se un piccolo rito ce l’ho e forse ve ne sarete anche accorti. Prima del fischio di inizio di una partita bacio i pali. E’ un modo anzitutto per scaricare la tensione e poi per stabilire un “contatto” con la porta, per prendere le misure da una parte e dall’altra.
    Tra le avversarie di questo Mondiale mi è piaciuta la Spagna, che è stata capace di ribaltare un match cominciato in salita con la Tunisia. Poi sento molti che dicono: il Brasile non incanta. Beh, si starà mica allenando? Scherzo, però questo significa che si tratta di una formazione quadrata, che bada alla sostanza oltre che allo spettacolo. Insomma, rimane il grande favorito al successo finale, anche se, oltre all’Italia, non sottovaluterei la Germania e l’Argentina.
    June 20

    Gianluigi Buffon - 20 Giugno 2006

    Siamo arrivati al fischio d’inizio, i Mondiali stanno per cominciare. Prima, però, desidero parlarvi di un’iniziativa che mi sta molto a cuore e che si intitola “NineMillion”. Riguarda i tanti, troppi bambini rifugiati di tutto il mondo e dimenticati. Si tratta di un progetto di aiuto e di sostegno, che non a caso viene promosso in questa grande occasione planetaria. Il calcio è soprattutto gioia, divertimento, passione. Questi bambini si trovano ovunque, dall’Azerbaijan alla Thailandia, all’Uganda. E hanno bisogno di noi per poter giocare, per poter ricevere un’educazione sportiva e anche grazie ad essa costruirsi un futuro. Per chi vuole saperne di più è disponibile un sito internet all’indirizzo www.ninemillion.org. Mai come in questa circostanza il calcio può rappresentare un’occasione di riscatto per questi nove milioni di bambini, cerchiamo di sostenere l’iniziativa.
     
    Intanto tra poco saremo in Germania, a Duisburg, sede del ritiro dell’Italia. Dovrebbe essere un posto tranquillo, dove preparare al meglio l’esordio di lunedì con il Ghana. Penso che in questo periodo avremo poco tempo libero a disposizione e lo dedicheremo soprattutto al riposo e, se possibile, a qualche visita alla città dove alloggeremo. Mister Lippi ci vuole tutti molto concentrati, ma non serve neppure essere “richiamati”: la condizione mentale viene da sola e la tensione si trasforma in energia positiva, in adrenalina da scaricare sul campo. In Germania mi aspetto una bella accoglienza da parte dei numerosi italiani che vivono da quelle parti: speriamo di regalare loro qualche grossa soddisfazione, oltre ai tanti milioni di tifosi che ci seguiranno dall’Italia attraverso la televisione.
    June 19

    Gianluigi Buffon - 19 Giugno 2006

    E’ stata una battaglia, sportiva s’intende. Ma credo che anche gli americani quando hanno parlato di “guerra” intendessero soltanto questo: una partita combattuta. Così è stato, anche perché la posta in palio era importante. Una partita difficile da decifrare, poiché gli episodi hanno avuto un peso decisivo: l’autogol e le espulsioni hanno condizionato lo svolgimento dell’incontro, che ha vissuto varie fasi molto alterne.
     
    Per quanto riguarda l’autorete, vorrei dirvi che tutti, proprio tutti i miei compagni nell’intervallo, ma anche subito dopo l’episodio in campo, hanno avuto come primo pensiero quello di consolare Zaccardo, un bravissimo ragazzo oltre che un ottimo giocatore.
     
    La sua sfortunata deviazione nella mia porta ha ricordato l’errore di Cabrini dal dischetto nella finale del 1982: uno choc tremendo, soprattutto per lui. Ma “Zac” si è ripreso e credo che alla fine abbia dato il suo contributo a un pareggio non bellissimo, ma che ci vede sempre primi nel girone e con grandi possibilità di qualificazione. Forse col Ghana eravamo andati oltre le più rosee previsioni e con gli Usa ci siamo un po’ ridimensionati ma solo, lo ripeto, perché si è trattato di una partita “strana”, scandita dagli episodi.
     
    Devo ammettere che la giornata di riposo concesso da Lippi e che ho trascorso a passeggiare per Duisburg con Alena è servita a ricaricare le pile sul piano nervoso e a prepararmi alla sfida con la Repubblica Ceka. No, non sarà un derby in famiglia: Alena, ormai, fa il tifo per l’Italia...
    June 16

    Gianluigi Buffon - 16 Giugno 2006

    Sarò all’antica, ma quando ho sentito suonare l’inno dell’Italia prima della partita con il Ghana mi sono emozionato. Ecco perché non riesco a capire certi personaggi, come il comico Beppe Grillo, che hanno sostenuto di tifare per i nostri avversari. La cosa più bella è proprio l’entusiasmo della gente, che è scesa in piazza a festeggiare la nostra vittoria. Tutti quei tifosi mi hanno fatto venire la pelle d’oca e passare la… nausea da debutto che avevo prima.

    Comunque questa settimana l’abbiamo trascorsa bene, in un clima di concentrazione ma anche di goliardia. Totti si è divertito a stuzzicare Gattuso, che ha una voglia matta di giocare e quindi è un po’ nervosetto… tutti però remano dalla stessa parte, con il Ghana la parte migliore l’ha fatta proprio chi era in panchina. Nell’intervallo i compagni che in quel momento non giocavano pensavano soprattutto a incoraggiarci e a farci i complimenti, lo spirito di gruppo è davvero molto forte e sentito dal primo all’ultimo componente della “rosa”.

    In ritiro ci sentiamo come a casa, grazie anche alla cucina: il gestore del nostro albergo è di origine italiana, i cuochi preparano pasta, crostate, carne e insalata a volontà. Il più goloso? Forse Francesco, Totti intendo, che adora la cioccolata, ma qui è bandita, guai a sgarrare con la dieta.

    In queste ore siamo già con la testa alla partita con gli Stati Uniti. Malgrado degli Usa mi abbia sorpreso non tanto la sconfitta, quanto le dimensioni del punteggio, credo che non ci aspetterà una gara facile. Negli ultimi anni gli americani nel calcio hanno compiuto importanti passi avanti, infatti se non sbaglio sono quinti nel ranking mondiale. Non correremo certo il rischio di sottovalutare l’impegno: Lippi ci ha insegnato molto a livello caratteriale e non tradiremo le attese della gente. Non dico che vinceremo il Mondiale, ma sono certo che se saremo eliminati sarà solo ad opera di una squadra più forte di noi, non per colpa nostra.
    June 13

    Gianluigi Buffon - 12 Giugno 2006

    Meglio di così non potevamo iniziare il nostro Mondiale. Abbiamo preso tre punti importanti, segnando due gol senza subirne e questo può risultare fondamentale per la differenza reti finale. E’ stata una partita dura, perché i giocatori del Ghana erano molto potenti sul piano fisico e rapidi nelle ripartenze in contropiede.

    Comunque, ho dovuto effettuare una sola parata importante perché i miei compagni di reparto e non solo loro sono stati formidabili. Credo che la nazionale italiana abbia trasmesso un segnale di compattezza, di unione e di spirito di sacrificio. Sono felice di avere regalato ai tanti tifosi allo stadio e a quelli ancora più numerosi davanti alla tv questa soddisfazione.

    Adesso spero che grazie a questo esordio positivo anche in Italia si ricominci a parlare di calcio giocato. Sono professionista da undici anni, ho rilasciato migliaia di interviste eppure negli ultimi tempi sono finito sui giornali solo per questioni che con il mio lavoro non c’entrano nulla. Purtroppo nel calcio italiano si va sempre alla ricerca di spunti per appassionare la gente se non addirittura per far arrabbiare qualcuno. E’ come un vortice che inghiotte tutti, ma non è bello.

    Godiamoci qualche ora di riposo, il mister ci ha concesso mezza giornata di stop, poi pensiamo agli Stati Uniti. Ma quando si vince, non si vede l’ora di tornare immediatamente in campo.
    June 09

    Gianluigi Buffon - 9 Giugno 2006

    Il mio esordio in nazionale, che ricordo come fosse ieri, avvenne a Mosca il 29 ottobre del 1997 con Cesare Maldini commissario tecnico nelle qualificazioni mondiali contro la Russia. Oltre che per l’emozione, tremavo perché faceva… un freddo cane. Dopo pochi secondi dall’entrata in campo, feci una parata difficile e questo contribuì a sbloccarmi sul piano psicologico.

    Quando poi il c.t. mi convocò per i Mondiali del ’98 in Francia mi sembrò di volare: avevo 20 anni e anche se ero il terzo portiere sentivo attorno a me una grande fiducia. Durante la manifestazione si infortunò Peruzzi, ma giustamente giocò Pagliuca, che era il suo vice e si disimpegnò molto bene.

    Del Mondiale 2002, il primo giocato da titolare, ho un ricordo piuttosto amaro. Trapattoni mi considerava il numero 1, ma sapevo di non potermi permettere cali di tensione perché dietro di me c’era un ottimo Toldo. Avevamo tante speranze di disputare una grande competizione, poi per una serie di motivi non fu così. Errori arbitrali, qualche giocatore non al massimo della condizione atletica, Nesta e Cannavaro fuori nella partita decisiva con la Corea e un pizzico di sfortuna: mettendo insieme tutte queste cose, ecco spiegata l’eliminazione negli ottavi di finale con la Corea.

    Al 4’ parai anche un rigore ad Ahn e dopo la rete segnata da Vieri pensai che potesse essere fatta. Invece andò diversamente, subimmo la rimonta dei padroni di casa e alla fine tornammo a casa. Adesso spero proprio di avere l’opportunità di riscattare quell’esperienza esaltante per molti aspetti ma negativa per altri.
    June 01

    Gianluigi Buffon - 1 Giugno 2006

    Con due allenamenti al giorno il tempo libero in nazionale è davvero poco. Comunque, quando posso, durante il riposo in camera, mi rilasso ascoltando musica, con una preferenza per i cantautori italiani. Possiedo anche un videogame, il Pro evolution Soccer 5, anche se normalmente amo molto anche giocare al subbuteo, cosa impossibile durante il ritiro.

    So che molti di voi vorrebbero sapere chi considero il più grande portiere di tutti i tempi. Per me, è stato Dino Zoff, ma non posso dimenticare grandi estremi difensori come Sepp Mayer, Lev Yashin e Gordon Banks.  Nonostante questi nomi, personalmente mi sono sempre ispirato a N’Kono, istrionico portiere del Camerun di alcuni anni fa.

    Non credo, tuttavia, che per ricoprire il mio ruolo si debba essere necessariamente “artisti” un po’ fuori dal comune. Servono semmai altre qualità, come il coraggio e l’istinto. A un giovane portiere, infatti, consiglio di impegnarsi sempre al massimo, perché in ogni allenamento si impara sempre qualcosa di diverso.
     
    Per me, quando avevo 14 anni, fu fondamentale l’apporto dell’allenatore di allora, il signor Fulgoni; successivamente, è stato Nevio Scala, tecnico del Parma, a essermi di aiuto e con lui tutte le altre persone che mi sono rimaste vicine, anche nei momenti più difficili della carriera.

    Beh, adesso vi saluto. Continuate a seguirmi perché tra poco voleremo in Germania e allora sì entreremo davvero dentro il Mondiale. Non vediamo l’ora, sia io che i miei compagni, che sia già il 12 giugno, giorno dell’esordio contro il Ghana. L’attesa prima degli impegni ufficiali è l’aspetto più impegnativo di questa avventura.
    May 30

    Gianluigi Buffon - 30 Maggio 2006

    Italia e Brasile sono le “mie” grandi favorite del prossimo Mondiale. Dell’Italia ho già detto tutto, per quanto riguarda la selezione verdeoro basta leggere i nomi dei giocatori che formano la sua linea offensiva per rendersi conto della forza che può esprimere. Ronaldinho, Ronaldo, Adriano e Kakà non danno punti di riferimento agli avversari e quindi sarà difficilissimo marcarli. L’unico problema del Brasile può essere legato agli equilibri, è chiaro che la sua vocazione all’attacco potrebbe tradursi in una maggiore vulnerabilità in difesa, dove peraltro i fenomeni non mancano…

    Argentina e Inghilterra sono le mine vaganti della competizione, mentre ritengo che Spagna e Francia siano un gradino sotto. La Germania è una squadra da tenere in grande considerazione per due motivi principali: ai Mondiali arriva quasi sempre almeno alle semifinali; inoltre è la Nazione che organizza la manifestazione e questo storicamente ha sempre rappresentato un vantaggio per la spinta del pubblico e le maggiori motivazioni dei giocatori.

    In definitiva, dovessi fare una graduatoria delle avversarie che temo di più metterei al primo posto il Brasile e subito dopo a pari merito Germania e Argentina. Le sorprese? Beh, proprio perché sono tali è difficile fare previsioni. Non credo, tuttavia, che ai Mondiali possa esserci una rivelazione così grande come è stata la Grecia agli Europei, l’esperienza e la tradizione hanno un’importanza che alla fine incide sul risultato finale molto più che in qualunque altro “campionato”.
    May 25

    Gianluigi Buffon - 25 Maggio 2006

    Adesso mi sento veramente libero di concentrarmi sul Mondiale, senza altri pensieri per la testa. Ho chiarito quello che dovevo chiarire e sto molto meglio, è come se mi fossi tolto un peso.

    Avevo già cominciato a respirare l’aria… mondiale quando sono entrato a Coverciano per il raduno della nazionale. Vedere tutti i miei compagni e sapere che per parecchie settimane vivremo insieme questa avventura è stata un’emozione forte. In parte il gruppo è formato da giocatori già presenti in Corea e Giappone, altri sono nuovi, alla loro prima esperienza. Tutti, però, mi sono apparsi sereni e determinati a fare bene.

    Questi giorni saranno scanditi da un programma rigido, all’insegna degli allenamenti, dei test atletici e delle sedute tattiche, a cui Lippi fa spesso partecipare anche i portieri: conoscere i movimenti della squadra è importante per prevedere lo sviluppo delle azioni.

    Resteremo qui a Firenze sino al 30 maggio, poi ci trasferiremo in Svizzera dove sono programmate due partite amichevoli, con la nazionale locale e l’Ucraina. Sarà l’occasione per verificare la nostra condizione, soprattutto quella psicologica. L’Italia è inevitabilmente una di quelle formazioni che partono con i favori del pronostico, insieme con il Brasile, la stessa Germania, l’Argentina e qualche altra selezione, per esempio l’Inghilterra. La pressione è enorme, ma il nostro è un gruppo formato su basi mentali solide negli ultimi due anni dal nostro c.t. Lippi.
    May 18

    Gianluigi Buffon - 18 Maggio 2006

    L’avventura mondiale sta per cominciare. Ancora qualche giorno di vacanza e sarò pronto ad affrontare la grande sfida. Insieme con me, a difendere i pali della porta dell’Italia, sono stati convocati Peruzzi e Amelia. Il vecchio e il giovane, due portieri formidabili. Angelo ha grande esperienza ed è molto forte mentalmente, uno con cui vai volentieri in “battaglia” perché sai che lo avrai sempre al tuo fianco. Quanto ad Amelia, credo sia uno dei migliori talenti in circolazione nel nostro ruolo. E poi ha già maturato una certa esperienza con l’Under 21, quindi non è un novellino.
     
    Il commissario tecnico Lippi ha puntato a creare un gruppo omogeneo, in sintonia con il suo modo di intendere il calcio, sempre ad alta intensità. E poi è importante che alla fine sia riuscito a recuperare completamente Totti ma anche Inzaghi, due leader prima ancora che due fuoriclasse fondamentali per la nostra squadra.
     
    Devo ammettere che, malgrado da anni sia abituato a calcare palcoscenici internazionali e abbia già alle spalle il Mondiale di Corea, stavolta avverto un’emozione tutta particolare. Sarà che si gioca in Europa, sarà che sono più maturo e meno “incosciente”, sarà che quest’anno a causa dell’infortunio sono stato fermo per un lungo periodo e quindi ho giocato di meno, sarà per un insieme di ragioni ma non vedo proprio l’ora di scendere in campo e misurarmi con i tanti campioni che saranno di scena in Germania. Ogni partita sarà decisiva e questo trasmette una forte scarica di adrenalina, vorrei che fosse già il 12 giugno.  
    April 03

    Gianluigi Buffon - 3 Aprile 2006

    Mi sono divertito moltissimo. E, per una volta, non sul campo, bensì dietro il microfono della trasmissione radiofonica di Fiorello alla quale ho partecipato qualche giorno fa. Non mi aspettavo di avere tanto successo, i duecento ragazzi che hanno seguito il programma davanti a noi erano davvero entusiasti. Merito mio? Non so, di sicuro “Fiore” è un personaggio eccezionale, mi ha messo subito a mio agio e la trasmissione è filata via liscia, tra battute e affermazioni più serie.
     
    Come quando ho detto che con l’Arsenal possiamo farcela a rimontare. Lo credo veramente. Gli inglesi sono forti, inutile nasconderlo, inoltre partono dal vantaggio di 2-0 dell’andata. Però se riusciamo a segnare subito un gol, rientriamo in partita, sotto il profilo psicologico anche per Henry e compagni diventa dura. L’obiettivo minimo sono i tempi supplementari, ma non è detto… magari possiamo farcela anche prima.
     
    Battute, invece, erano quelle su Cassano e la scontata vittoria dell’Italia al Mondiale. Intendiamoci: Antonio è un grandissimo giocatore, ma non mi permetterei mai di interferire con le scelte del nostro commissario tecnico. Sapete, non vorrei che alla fine, come ha dichiarato il finto Cassano, Lippi convocasse lui e lasciasse a casa me!
     
    Per quanto riguarda il Mondiale, forse ho un po’ esagerato con la percentuale del 95% di successo dell’Italia. In effetti sia il Brasile che altre avversarie sono fortissime, quindi le probabilità scendono. Ma mica di molto, sapete. Mi sento ottimista, come mai forse mi era capitato. E allora non voglio nasconderlo.
    March 29

    Gianluigi Buffon - 29 Marzo 2006

    Quando non gioco a calcio sul campo, lo faccio in un altro modo, a casa mia…Già, perché uno dei miei hobby preferiti è il Subbuteo. Avete presente? Panno verde, microcalciatori, tocchi a punta di dito. La mia è un’autentica passione e posso dire di essere, nel mio piccolo, anche un collezionista di squadre, italiane e straniere. Le cerco e le compro, proprio perché mi piace averne tante e poter schierare più formazioni.
     
    E poi gioco. D’altronde vi ho raccontato che non sono diventato subito portiere, anzi, avevo iniziato la mia carriera in avanti, poi a dodici anni ho scelto di andare tra i pali. Ma un po’ di voglia di giocare con i piedi, oltre che con le mani, mi è rimasta. Questo forse è uno dei motivi per cui mi diverto tanto con il Subbuteo, mi sfogo nei panni del difensore, del centrocampista e dell’attaccante. Anche se, devo ammetterlo, mi esalto quando riesco a compiere qualche intervento miracoloso con il mio portiere in miniatura.
     
    Vi sembrerà strano, ma il Subbuteo è utile anche per studiare i meccanismi offensivi delle squadre, per memorizzare le posizioni dei calciatori sul terreno di gioco. Non a caso a volte lo impiegano pure gli allenatori. Io, per la verità, penso soprattutto a divertirmi e a rilassarmi: che vinca o che perda, non ci sono polemiche!
    March 24

    Gianluigi Buffon - 24 Marzo 2006

    Prima di parlare di Juventus-Roma, vorrei raccontarvi le mie sensazioni davanti al televisore durante le Paraolimpiadi. Assistendo alle discese sugli sci dei non vedenti, per esempio, mi sono reso conto di quanto coraggio abbiano questi atleti, oltre alle indubbie doti tecniche. La sincronia con la guida che sta
    davanti, la capacità di percepire quando è il momento di curvare, la fiducia in quello che stanno facendo sono comportamenti da ammirare.

    Ecco perché penso che televisioni e giornali, tranne alcuni che hanno seguito l’evento, abbiano perso una grande occasione per mettere in vetrina le Paraolimpiadi. C’era stata una grande campagna di sensibilizzazione a cui dopo non è stato dato seguito.

    Peccato, personalmente sono molto orgoglioso di questi atleti e di questi campioni, da loro posso dire di avere imparato qualcosa di molto importante, ovvero che con la forza di volontà si può davvero superare qualunque ostacolo. Ci sono stati momenti in cui, se non lo avessi saputo, non mi sarei nemmeno accorto che qualcuno di loro gareggiava con limitazioni motorie.
     
    Bravi, bravi davvero, lo dico con sincerità. Per quanto riguarda la partita con la Roma, sono davvero contento che sia tornata ad essere una sfida ad alto livello. Per la verità non avevo dubbi, vista la forza dei giocatori giallorossi, capaci di scalare la classifica con una serie impressionante di vittorie. Noi stiamo bene, soprattutto mentalmente ci sentiamo forti. Mi dispiace che non ci sarà Totti, però ho visto e sentito che è in grande ripresa e ha già persino ripreso a calciare il pallone. Ai Mondiali sarà un protagonista, ne sono sicuro.
    March 21

    Gianluigi Buffon - 21 Marzo 2006

    Vorrei raccontarvi qualcosa a proposito di due mie grandi passioni. La prima riguarda i cani. Da qualche anno a far parte della mia famiglia sono arrivati due fantastici Labrador, Ugo e Leto. I miei amici, quando mi incontrano a spasso con loro, scherzano sul fatto che si tratta degli unici esemplari di Labrador… magri, in piena forma. Già, perché mi piace portarli a correre, a divertirsi, a giocare. Cani atletici, insomma, come il loro padrone. Oltre a volerci un gran bene, ce la spassiamo, trascorriamo insieme momenti davvero piacevoli. La mia vita, da quando ci sono Ugo e Leto, è molto più piena.
     
    A questo proposito, permettetemi di rivolgere un modesto appello a chi abbandona gli animali: non fatelo, non siate crudeli. Loro vi amano e non vi tradirebbero mai. Adesso che arriva l’estate questi episodi purtroppo diventano più frequenti, evitateli per favore, siate responsabili.
     
    Un’altra mia grande passione è l’abbigliamento. Lo confesso, il mio stilista preferito è Giorgio Armani, soprattutto per quanto riguarda i vestiti eleganti. Non che abbia tantissime occasioni di indossarli, però quando posso lo faccio volentieri. Nel tempo libero amo invece vestire casual, jeans e felpe soprattutto. E poi le scarpe. Noi calciatori siamo fortunati, ne abbiamo davvero di tutti i tipi e di tutti i colori. E ci piace sfoggiarle, perché le scarpe sono anche uno degli strumenti del nostro lavoro…
    March 17

    Gianluigi Buffon - 17 Marzo 2006

    I nuovi provvedimenti assunti dalla Fifa contro il razzismo nel calcio mi trovano pienamente d’accordo. Alla riunione di Zurigo che ha deciso queste sanzioni c’era anche il mio compagno di squadra, Lilian Thuram, da sempre impegnato su questo fronte. Mi ha raccontato tutta la sua emozione quando questa iniziativa è stata assunta ufficialmente: le squadre con tifosi che esibiscono cori o striscioni razzisti negli stadi possono essere punite addirittura con punti di penalità in campionato.
     
    Non dico che così si possa eliminare totalmente il fenomeno del razzismo, però è un modo concreto di combatterlo. Nella mia carriera ho incontrato giocatori di tutti i Paesi del mondo, alcuni come compagni altri solo da avversari. Mai e poi mai mi ha sfiorato l’idea che potessero esserci delle differenze tra di noi. Il bello del calcio e dello sport in generale è che ti avvicina a culture diverse e questo ti aiuta a capire che alla fine siamo tutti uguali.
     
    I giocatori di colore che spesso vengono “bersagliati” dai tifosi avversari hanno tutta la mia solidarietà. Non deve essere facile per loro superare certi atteggiamenti. Thuram spesso mi ha detto che razzismo e violenza sono due facce della stessa medaglia e credo proprio che abbia ragione. Vorrei anche ricordare, però, che in Italia il fenomeno per fortuna non è molto diffuso e i casi di razzismo sono abbastanza isolati. Meglio, comunque, che si siano adottati questi provvedimenti, così chi sbaglia paga e forse la volta dopo ci penserà due volte prima di lasciarsi andare a comportamenti razzisti. Prima di salutarvi vorrei mandare un grande abbraccio a Demetrio Albertini, che ha dato l’addio al calcio con una bellissima partita a San Siro alla quale hanno partecipato tanti campioni. Anche lui è stato un campione e secondo me sarà ancora utilissimo al nostro ambiente. Con le sue conoscenze e la sua intelligenza può fare quello che vuole, dall’allenatore al dirigente. Sono sicuro che ci incontreremo di nuovo.
    March 15

    Gianluigi Buffon - 15 Marzo 2006

    Sono molto contento, perché in questi giorni sui giornali si sta parlando tanto del mio blog: ci tenevo a far arrivare la mia “voce” ai tifosi, dai quali sto ricevendo altrettanto affetto e attenzioni. E’ anche grazie a loro che sono riuscito a lasciarmi alle spalle i momenti difficili. Ormai l’infortunio e, soprattutto, i condizionamenti mentali che ne derivavano, sono alle spalle, dimenticati. Chi sosteneva che Buffon non sarebbe tornato più quello di prima adesso cosa dirà?
     
    Beh, qualcosa di diverso e di nuovo è saltato subito fuori, per esempio che l’anno prossimo andrò al Milan. Queste “voci”, però, non mi danno fastidio, ormai ci sono abituato, anche perché se non fosse il Milan sarebbe un’altra squadra. Di mercato si parla sempre ed evidentemente il mio nome fa comodo. La realtà è che ho un contratto con la Juventus sino al 2010 e sono felicissimo di rispettarlo.
     
    Dopo il pareggio con il Milan, che ha avvicinato la Juventus allo scudetto (attenzione: ho detto avvicinato, la strada è ancora lunga), ci stiamo concentrando già sulla sfida di Champions con l’Arsenal e il modo migliore per farlo è affrontare con il massimo impegno le prossime due gare di campionato, a cominciare da quella con il Livorno di Mazzone, il decano degli allenatori italiani.
     
    Quanto a me, adesso sento davvero addosso sensazioni importanti, quasi l’adrenalina da Mondiale che sta salendo. La stagione adesso entrerà nel vivo e io ci arrivo nelle condizioni ideali. Mi sono “riposato” tanto per colpa dell’infortunio, che ora ho una voglia matta di faticare e la pressione non mi dà alcun fastidio, anzi, mi esalta.